
Ivrea: alla scoperta della “Città Industriale – UNESCO” e del patrimonio Olivetti
INDICE DELL'ARTICOLO
- Ivrea: viaggio nel cuore della “Città Industriale – UNESCO”
- 1. Camillo e Adriano Olivetti: la storia e i progetti di due visionari
- 2. Ivrea “Città Industriale – UNESCO” | Visitor Center & Core Zone
- 3. Laboratorio-Museo Tecnologicamente
- 4. “Talponia” e Canton Vesco: le unità e i quartieri residenziali di Ivrea
- 5. Ivrea “Città Industriale” | Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa
- Altre idee per un viaggio in Piemonte
Visitare Ivrea significa anche intraprendere un viaggio affascinante nel cuore di una città che ha segnato la storia dell’industria, dell’architettura e, soprattutto, dell’innovazione sociale. Tra edifici iconici, viali alberati e quartieri progettati per il benessere delle persone, il patrimonio Olivetti si svela come un vero museo a cielo aperto, oggi riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO. Passeggiando lungo Via Jervis, avrai la possibilità di toccare con mano un’eredità viva e in continua evoluzione, capace di dialogare con i visitatori in maniera straordinariamente attuale. Un’esperienza coinvolgente che unisce scoperta, memoria e bellezza, ideale per chi desidera conoscere un volto autentico e sorprendente del Piemonte.
Ivrea: viaggio nel cuore della “Città Industriale – UNESCO”
Dopo aver esplorato uno dei quartieri più emblematici della Torino post-industriale [Scopri l’articolo dedicato al tour Barriera Design District], abbiamo avuto l’opportunità di passeggiare lungo Via Jervis, definita da Le Corbusier come “[…] la via più bella del mondo […]”, e approfondire la conoscenza di una città, di una fabbrica ma soprattutto di un’idea straordinariamente innovativa che rivoluzionò il suo tempo! Tutto questo è stato possibile grazie all’invito di Turismo Torino e Provincia e Città d’Ivrea, che ci hanno coinvolti nel press tour intitolato “Ivrea e il patrimonio Olivetti”, offrendoci la possibilità di vivere una giornata interamente dedicata al progetto industriale e socio-culturale ideato dai visionari Camillo e Adriano Olivetti.
Partendo dal Visitor Center, abbiamo raggiunto alcuni degli edifici simbolo che, ancora oggi, raccontano il profondo legame tra la città, lo spirito imprenditoriale e la visione sociale del pensiero olivettiano, un’eredità che continua a vivere grazie all’impegno delle istituzioni cittadine e, soprattutto, alle testimonianze degli ex dipendenti, preziosi custodi di questa indelebile pagina di storia che ha reso Ivrea celebre in tutto il mondo. Se anche tu desideri intraprendere un viaggio affascinante nel cuore di “Ivrea Città Industriale del XX Secolo”, non lasciarti sfuggire l’opportunità di partecipare al Welcome Tour®, in programma ogni primo sabato del mese, per scoprire tutti i segreti di questo incredibile sito Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2018!

Info Pratiche | Welcome Tour® Ivrea Città Industriale - UNESCO
~ Ogni primo sabato del mese 14.30
~ Durata 2h 30'
~ Questo tour prevede solo spostamenti a piedi
~ Maggiori informazioni e prenotazioni: Sito web
1. Camillo e Adriano Olivetti: la storia e i progetti di due visionari
Prima di accompagnarti passo dopo passo alla scoperta di questo interessante tour, è d’obbligo ripercorrere brevemente l’epopea della Famiglia Olivetti e, soprattutto, conoscere la storia e il percorso professionale di Camillo e Adriano, indubbiamente due figure di spicco della storia industriale italiana. Camillo nasce a Ivrea nel 1868 e, dopo la laurea in Ingegneria Elettronica, si trasferisce negli Stati Uniti, dove visse un’esperienza fondamentale che gli permise di acquisire nuove competenze e trarre interessanti spunti sulle modalità di organizzazione del lavoro, frutto del dinamismo economico e industriale del Paese a stelle e strisce.
Rientrato da questo viaggio oltreoceano, fondò la CGS [Centimetro Grammo Secondo], una fabbrica di strumenti per la misurazione dell’elettricità, e, dopo qualche anno [29 ottobre 1908], costituì a Ivrea la “Ing. C. Olivetti & C.”, ovvero la “Prima fabbrica italiana di macchine da scrivere”, destinata a diventare nel tempo una delle industrie più importanti a livello globale. Tre anni dopo la sua fondazione vide finalmente la luce la “M1”, la prima macchina da scrivere prodotta dalla Olivetti, che ottenne un grande successo in occasione della sua presentazione all’Esposizione Internazionale di Torino.

A partire dalla metà degli anni Trenta l’azienda passò nelle mani del suo secondogenito Adriano che, dopo gli studi di Chimica Industriale presso il Politecnico di Torino, decise di seguire le orme del padre trascorrendo un anno negli Stati Uniti per osservare da vicino le grandi e moderne realtà industriali.
Da questo grand tour rientrò in Italia con un ricco bagaglio di conoscenze e di novità, come il welfare aziendale, che applicò immediatamente nella sua fabbrica di Ivrea. Coinvolse architetti, artisti, intellettuali e designer per dar vita ad una visione fortemente innovativa; l’impresa non doveva essere solo un luogo di produzione e di profitto, ma anche uno spazio di crescita culturale e sociale per i lavoratori e per l’intera comunità!
Adriano morì improvvisamente il 27 febbraio 1960, durante un viaggio in treno tra Milano e Losanna, lasciando l’Olivetti sguarnita proprio in uno dei momenti di massima espansione.

2. Ivrea “Città Industriale – UNESCO” | Visitor Center & Core Zone
Il Visitor Center rappresenta il luogo ideale da cui partire per cogliere appieno le dimensioni e l’importanza di questo singolare “modello di città industriale”. Approfittando della disponibilità di Filippo Ghisi, Site Manager UNESCO, abbiamo potuto muovere virtualmente i primi passi all’interno di questo sito che si estende per oltre 71 ettari e che comprende ben 27 edifici progettati dai più famosi architetti e urbanisti italiani del Novecento. Il plastico ricco di dettagli, le fotografie d’epoca e le interessanti installazioni, che rievocano gli armadietti degli stabilimenti Olivetti, offrono una visione d’insieme chiara ed efficace, fondamentale per avvicinarsi a questo ambizioso progetto economico e sociale, incentrato sul benessere della comunità.

Camminando lungo Via Jervis, una sorta di museo a cielo aperto, si ha l’opportunità di ammirare alcuni dei luoghi più emblematici del passato industriale eporediese: la celebre Fabbrica dei Mattoni Rossi, la “Prima fabbrica nazionale di macchine da scrivere“ costruita nel 1896 nei pressi dalla stazione ferroviaria, le Officine ICO [Acronimo di Ing. Camillo Olivetti], un edificio caratterizzato da grandi finestre e ampliato più volte per rispondere alle crescenti esigenze produttive, l’Ex Falegnameria, facilmente riconoscibile dal “brise-soleil” [Frangisole] che dona colore e carattere alla facciata e la Nuova ICO, un’ex fabbrica oggi riconvertita in un’area di oltre 2000mq dove trovano spazio le varie anime [SPA, Palestra, Centro Estetico e Ristorante] de La Direzione del Benessere [Maggiori informazioni: Sito web], un progetto imprenditoriale volto alla socialità, all’aggregazione e naturalmente al benessere delle persone!

Se molti di questi edifici non sono visitabili internamente, perché di proprietà privata o non strutturalmente sicuri, ve ne sono altri che in alcune occasioni speciali aprono le loro porte al pubblico offrendo un coinvolgente salto indietro nel tempo. Tra questi spicca il Centro dei Servizi Sociali, costruito tra il 1955 e il 1959 per accogliere la biblioteca, la sede dei servizi sociali e l’infermeria. La targa affissa all’ingresso che recita:
[…] Questa nuova serie di edifici posta di fronte alla fabbrica sta a testimoniare con la diligente efficienza dei suoi molteplici strumenti di azione culturale e sociale che l’uomo che vive la lunga giornata nell’officina non sigilla la sua umanità nella tuta di lavoro […]
sintetizza in modo esemplare la filosofia che ispirò la creazione di questi spazi, concepiti come luoghi aperti e accoglienti per l’intera comunità di Ivrea. Oggi, al suo interno, sono conservati arredi d’epoca e alcuni tra i più significativi prodotti Olivetti, come la “Lettera 35” e la particolare “Divisumma 18”, una calcolatrice elettronica ideata per essere portata sottobraccio proprio come un quotidiano.

Insieme alla nostra guida, infine, abbiamo raggiunto una delle costruzioni più rappresentative della Core Zone del Sito UNESCO: il Palazzo Ufficio Olivetti, realizzato negli anni Sessanta per riunire gli uffici amministrativi e direzionali. Gli architetti Bernasconi, Fiocchi e Nizzoli, incaricati di progettare una sede di rappresentanza, diedero vita ad un imponente edificio capace di colpire fin dal primo sguardo e di trasmettere il prestigio raggiunto dall’azienda in quel preciso momento storico. Varcando l’ingresso di questo stabile, caratterizzato da un corpo centrale esagonale, siamo rimasti letteralmente abbagliati dallo scenografico scalone, illuminato da un magnifico lucernario in vetro di Murano, e dalla ricchezza dei dettagli [Boiserie e marmi dalle differenti venature] che donano leggerezza, movimento ed eleganza all’intero spazio!

3. Laboratorio-Museo Tecnologicamente
Visitando le sale del Laboratorio-Museo Tecnologicamente, abbiamo intrapreso nuovamente un avvincente viaggio a ritroso nel tempo, ripercorrendo le tappe di uno dei capitoli più floridi della storia industriale italiana e internazionale! Fondato nel 2005, il museo vanta tra i suoi curatori anche Gastone Garziera, uno dei coprogettisti dello storico “Programma 101”. Al suo interno sono custoditi alcuni dei più preziosi tesori tecnologici che hanno contribuito a trasformare l’Olivetti e la cittadina piemontese in un punto di riferimento globale nel campo dell’innovazione!
Se al piano terra sono ubicate le aule, periodicamente utilizzate per organizzare laboratori didattici pensati per stimolare la creatività e la voglia di sperimentare nei giovani, al primo piano, invece, sono esposte collezioni dedicate a personalità del calibro di Camillo Olivetti, Natale Capellaro e a Pier Giorgio Perotto. Passeggiando tra le sale di Tecnologic@mente, abbiamo avuto il privilegio di ammirare alcune delle creazioni più iconiche “made in Ivrea”, tra cui le macchine da scrivere “Lettera 22”, “Lettera 32” e “Valentine”, le calcolatrici meccaniche “Divisumma 14” e “Olivetti Logos 27”, le calcolatrici elettroniche “Logos 328” e “Divisumma 18” e il personal computer “Olivetti P203”!

Grazie all’incontro con Bruno Manfredi, ex dipendente e attuale volontario, abbiamo avuto l’opportunità unica di scoprire la storia della “Olivetti P101”, un calcolatore da tavolo programmabile che la NASA utilizzò per eseguire complicati calcoli nell’ambito delle missioni dell’Apollo, che culminarono con lo sbarco sulla Luna! Questo incontro ha arricchito ulteriormente la nostra visita, non solo per la sua straordinaria conoscenza storica e tecnica, ma soprattutto per la passione che ha saputo trasmetterci, facendoci apprezzare ancora di più queste macchine straordinarie, precursori dei dispositivi che oggi usiamo quotidianamente.

Info Pratiche | Laboratorio-Museo Tecnologicamente
~ Indirizzo: Via Giuseppe di Vittorio 29
~ Maggiori informazioni: Sito web
4. “Talponia” e Canton Vesco: le unità e i quartieri residenziali di Ivrea
Durante questa intensa ed interessante giornata abbiamo avuto l’occasione di scoprire il mondo Olivetti a 360°, passando dagli spazi a vocazione industriale a quelli progettati e realizzati per offrire ai lavoratori e alle loro famiglie comfort e servizi indispensabili a uno stile di vita dignitoso, sia in termini di qualità sia di sussistenza. In quest’ottica rientrano una serie di costruzioni situate nella Core Zone, come l’asilo nido progettato da Figini e Pollini, la Casa Popolare di Borgo Olivetti, il Circolo Ricreativo, le Case UCCD Olivetti, le abitazioni per famiglie numerose, le Case Quattro Alloggi, l’Edificio 18 Alloggi e l’Unità Residenziale Ovest.
Quest’ultima è indubbiamente la più interessante da visitare, soprattutto per la sua posizione completamente interrata, un piccolo richiamo alle tane delle talpe da cui deriva il nome “Talponia”, e per la sua struttura semicircolare sviluppata su due piani e lunga ben 300 metri.
I circa 80 alloggi, utilizzati per ospitare temporaneamente i dipendenti Olivetti in trasferta o i relatori giunti ad Ivrea per partecipare a convegni, disponevano tutti di un affaccio sul prato antistante, grazie ad una serie di ampie vetrate appositamente studiate per coniugare l’aspetto architetturale con la gestione degli spazi verdi.
Uno di questi monolocali è visitabile grazie a tour dedicati, mentre altri sono stati trasformati in B&B, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e ricca dal punto vista storico, sociale e culturale!

Nella Buffer Zone troviamo, invece, l’Unità Residenziale Est “La Serra” e i quartieri residenziali di Crist, Canton Vigna, Bellavista, Sacca e Canton Vesco. Qui, grazie alla nostra impeccabile guida, abbiamo potuto conoscere alcune nozioni storiche relative alla costruzione dell’area, avvenuta tra il 1943 e il 1963, e soprattutto scoprire pregevoli e colorati murales che adornano le facciate di alcuni edifici di questa “piccola città nella città”, che ancora oggi ospita asili, scuole e una chiesa risalenti all’epoca d’oro della Famiglia Olivetti!

5. Ivrea “Città Industriale” | Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa
A pochi passi dalla Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, nel quartiere di Canton Vesco, sorge l’Archivio Nazionale Cinema Impresa, che dal 2006 ha sede negli spazi un tempo destinati all’ex Asilo Olivetti. Prima di scoprire i suoi interni, ci siamo fatti conquistare dal grazioso giardino esterno dove le piante e gli elementi decorativi, come i ponti dalle linee essenziali in puro stile giapponese, si fondono in piena armonia con le architetture progettate da Mario Ridolfi, rispettando una caratteristica distintiva che abbiamo ritrovato in quasi tutti i siti visitati nel corso del press tour.
In questo edificio, che affascina i visitatori per il rivestimento in pietra e per i dettagli in ferro realizzati da artigiani locali, sono custoditi circa oltre 80.000 documenti visivi prodotti in ambito d’impresa. Nel corso del Novecento, infatti, registi del calibro di Michelangelo Antonioni, Dino Risi ed Ermanno Olmi hanno impresso su pellicola migliaia di immagini capaci di narrare l’evoluzione economica del nostro Paese.

Birra Peroni, Borsalino, Edison, Fiat, Ferrovie dello Stato, Martini & Rossi e, naturalmente, Olivetti sono solo alcune delle aziende che hanno scelto il cinema d’impresa per raccontare numerosi aspetti della vita aziendale, dalle fasi della produzione alle opere sociali. Il CIAN si pone quindi l’ambizioso obiettivo di conservare e diffondere questo patrimonio storico, rendendolo accessibile a tutti anche attraverso un canale YouTube creato ad hoc.
Con questa interessante passeggiata tra migliaia di bobine perfettamente allineate, macchinari di ultima generazione e un’atmosfera degna del film “Nuovo Cinema Paradiso”, abbiamo concluso la nostra giornata alla scoperta del mondo dei sogni e dei progetti all’avanguardia di una famiglia di origine ebraica partita dal Canavese e arrivata sulla Luna!

Info Pratiche | Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa
~ Indirizzo: Viale della Liberazione 4
~ Maggiori informazioni: Sito web
Altre idee per un viaggio in Piemonte
- Cosa vedere a Torino – Consigli per scoprire la città come un vero torinese
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- Cosa vedere in Val di Susa – Un weekend tra natura e tradizioni
- Valle Soana – Alla scoperta della “Valle Fantastica”
Articolo scritto in collaborazione con Turismo Torino e Provincia e Città d’Ivrea
Ultimo aggiornamento: 30 dicembre 2025
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